Sogni nel cassetto…della cucina

Non aprire quel cassetto!

C’è quel cassetto, così piccolo e così pieno di cose. Non ti ricordi neanche cosa contiene in effetti. Aprilo. Oddio! Non l’avresti mai detto, ci sono reperti anteguerra. Il cumulo di robe ne impedisce addirittura la totale apertura, è incastrato. 

Se fossi una maestrina ti direi: “Male, molto male, non ci siamo.”

Ma siccome sono un essere umano, frangibile come tutti, ti dirò: “Relax, è normale che sia così”. Ti dirò inoltre: “Anche io avevo il cassetto delle cianfrusaglie, in cucina”.

In cucina

La cucina è una stanza molto vissuta in cui è facile accumulare oggetti e minuzie senza senso. È quel luogo in cui passi del tempo a fare cose ma anche a pensare. È una stanza rappresentativa della casa. La utilizzi per preparare il cibo, per mangiare, stare in famiglia o con gli amici. Non solo, ci trascorri del tempo anche per fare progetti, studiare, lavorare, controllare i conti di casa, ecc.

Riappropriarsi del proprio tempo grazie al MetaRiordino di Clara RomanelliCi sono alcune stanze della casa particolarmente “attive” che diventano depositarie di pensieri e oggetti. A questo proposito mi viene subito in mente il mio cassetto del ciarpame, il cassetto che si trova tra il frigo e i fornelli. Quel particolare cassetto è una delle pietre miliari che hanno contribuito a farmi realizzare il collegamento che c’è tra come viviamo uno spazio e la sua organizzazione.

Ti dico come è andata…

Ho riorganizzato un cassetto e ho fatto la parmigiana. Questa è la sintesi di come è andata in effetti. Dunque quel cassetto da tempo immemore era diventato il pozzo di San Patrizio di piccoli oggetti. Alcuni dei quali misteriosi, inutili e soprattutto non proprio direttamente collegati con la funzione-cucina. Non ricordavo cosa ci fosse al suo interno ma la sensazione ben definita di fastidio generico ancora me la ricordo. Lo apro e valuto il contenuto “aggrovigliato” e indistinto. In effetti liberare quel cassetto poteva tornarmi utile. Era il momento di fare spazio. Decido allora di estrarlo (a fatica poiché stipato di oggetti) e di mettere tutto sul tavolo della cucina. 

Ecco l’epifania, la rivelazione: tutta quella roba andava buttata, non c’era nulla che mi poteva effettivamente servire. Tra bottoni random, portachiavi rotti e vecchi volantini del supermercato ho tenuto un paio di sottopentola e un piccolo ricettario. Una volta eliminato il ciarpame sono rimasta con le ricette in mano e le ho sfogliate. Mi cade l’occhio sulla ricetta della parmigiana e penso che ho del ragù in esubero. Decido allora di utilizzarlo proprio per preparare una parmigiana. 

Lì mi sono accorta che avevo ritrovato la voglia e la passione di cucinare e di vivermi la cucina come spazio anche di svago. Risultato: stavo bene, mi sono sentita soddisfatta e felice.

prendersi il proprio tempo per cucinare grazie al MetaRiordinoHo riorganizzato un cassetto, ho fatto la parmigiana.

Ho ritrovato un sogno nel cassetto.

Eliminando il superfluo sono riaffiorate una serie di consapevolezze. Ho fatto spazio e la mia mente si è collegata subito con ciò di cui avevo bisogno. Un processo naturale, non semplice tuttavia. Guardare il contenuto del cassetto sparso sul tavolo mi ha dato una sensazione sgradevole, di soffocamento. Ho dovuto razionalizzare e gestire una serie di emozioni per selezionare l’utile e separarlo dal resto. Così ho ritrovato un piccolo sogno, una necessità che aveva l’impellenza di esprimersi. Dovevo dedicare del tempo a fare ciò che mi piaceva, in quel caso cucinare. Una piccola passione, un piccolo sogno nel cassetto.

Cosa significa avere un sogno nel cassetto? 

Anche tu hai un sogno nel cassetto, forse è un desiderio che coltivi sin dall’infanzia. Tutti ne abbiamo. Il sogno nel cassetto esprime una verità profonda che potrebbe addirittura sorprenderti perché scopri cose importanti che ti riguardano; è ciò che desideri davvero e che ti fa stare bene. Capita che alle volte non c’è chiarezza e i tuoi sogni sono quelli di qualcun’altro (magari dei genitori) o che appartengono ad un altro periodo della tua vita. Sogni nati da bisogni del passato che non hanno nulla a che fare con la tua vita di oggi. Nutrire questi sogni obsoleti non ti porta lontano.

Il MetaRiordino ti mette in contatto con i tuoi sogniPrima di realizzare un sogno devi capire qual è il sogno autentico e che porta al raggiungimento della tua felicità. I sogni nel cassetto non li riconosci più,  li dimentichi, generano sfiducia e li mangiano le tarme dell’irrisolto. Come si dice: dal cassetto al cassonetto. 

La casa sei tu. L’introspezione spesso è mediata dall’ambiente che ti circonda. La casa è la rappresentazione di quello che sei tu. Riorganizzare gli spazi fisici è strumentale a far emergere ciò che è nascosto nel tuo intimo. Ciò che è necessario per te qui e ora.

 

Per fare ciò occorre chiarezza. Il MetaRiordino aiuta a fare proprio questo. 

Rimpicciolisci gli step

Per iniziare puoi rimpicciolire gli step. Inizia da un un piccolo spazio. Un piccolo spazio può racchiudere grandi orizzonti! La magia del MetaRiordino. Questo aiuta ad acquisire fiducia in sé stessi, puoi chiudere il cerchio. Percorrere e concludere una piccola tappa è molto importante. Siamo animali abitudinari, cambiare è sfidante. Il cervello è capace di fare una cosa alla volta, non sono a favore del multitasking anche se alle volte è necessario.

Per ritrovare i tuoi desideri puoi iniziare a lavorare da una stanza. 

Ancora meglio, da una piccola parte. 

Magari comincia da un mobile o da un cassetto.